venerdì 30 agosto 2013

Nugtella e dintorni

Amanda S. : Gunther perchè non scrivi niente sulla Nugtella?
Paolo P:  Che ne pensi della Nugtella?
Sandra C. Pensa dove siamo arrivati alla nutella con la cannabis, che ne dice?

È stata la notizia dell'estate, una crema spalmabile alle nocciole e cioccolato con all'interno la cannabis, tuttavia non ho provato un grande stupore in California prodotti alimentari con cannabis non sono una novità, dal latte, alle caramelle, al gelato, ai biscotti, mi rendo conto che guardandolo con gli occhi di chi vive in Europa, si possa provare incredulità ma indipendentemente dalle motivazioni di consumo in California prodotti alimentari con cannabis sono una consuetudine, non c'è bisogno d'arrivare in California basta andare anche ad Amsterdam, personalmente non trovo interessante il sapore della cannabis nei cibi, nella latte, nel tè negli alimenti.

La Nugtella, motivazione Terapeutica?
Dal mio punto di vista la motivazione dell'indicazione medica della Nugtella mi lascia piuttosto perplesso, è vero che la cannabis può essere indicata per scopi terapeutici ma non nella forma di crema da spalmare, non so quanta cannabis contenga, quanto principio attivo, ma per avere un effetto terapeutico quanta crema da spalmare bisogna consumare al giorno? Nessuno lo dice!

Facciamo un esempio dell'Hiv e della Sclerosi Multipla, dove la cannabis ha indicazioni riconosciute, l'alimentazione consigliata sia per Hiv per stimolare le difese immanitarie e per la Sclerosi Multipla, in entrambi i casi si tende a consigliare un'alimentazione equilibrata a basso tenore di grassi e zuccheri, pertanto è difficile fare rientrare la Nugtella in questo schema. 

Certo non voglio privare una persona assistita, è molti sanno a cosa mi riferisco quando parlo di sclerosi multipla e Hiv o meglio in quali condizioni viene consigliata la cannabis, della piacevolezza di un cucchiaio di crema da spalmare al cioccolato, ma che questo sia terapeutico è tutto da dimostrare.

La Nugtella, motivazione Commerciale ?
Tolta quindi la motivazione terapeutica per la Nugtella rimane quella commerciale che percorre due strade quella della complicità o quella della rivalità.
Quello che io mi chiedo è come mai la Nutella sì e il burro d' Arachidi no? In America è molto più facile consumare il burro d'arachidi rispetto alla Nutella. Se parliamo di guerra commerciale, l'atteggiamento  di Ferrero può risultare a più concorrenti un atteggiamento irritante e quindi si diventa facilmente scherno d'iniziative che tendono ad autentiche prese in giro, daltronde anche loro con la prima colazione e l'Obesità non hanno fatto di meglio.
Se parliamo invece di pubblicità o di complicità, è possibile oggi non importa se parlate bene o male di me purchè parlate del prodotto, nessuno spot avrebbe garantito gli spazi gratuiti su tutte le testate giornalistiche. È notizia di questi giorni del ritiro dello spot della pubblicità in Germania, uno spot razzista secondo molti, dal momento che la casualità nella comunicazione non esiste o per lo meno è rarissima, essere presenti sui media d'attualità rende più della pubblicità classica, un bel risparmio.

L'aspetto positivo, perchè uno bisogna anche trovarlo uno in questo post, è che non si è mai parlato così tanto della cannabis per impiego terapeutico, speriamo che almeno questo serva ad aprire una discussione per uso di farmaci con cannabis, per quelle patologie che possono trarne beneficio.

giovedì 29 agosto 2013

Il latte è un veleno? La sclerosi multipla (sclerosi a placche)


Domanda di Francesca G.: è vero che il latte fa male ai malati di sclerosi multipla?

Cara Francesca, l'eziologia della sclerosi multipla non è nota e non c'è ancora una terapia definitiva, attualmente attraverso i farmaci è possibile rallentare positivamente il decorso della malattia, pur tuttavia non rappresentano la soluzione al problema. Molte persone si sono rivolte a terapie alternative o complementari i cui benefici sono ancora difficili da valutare, possono essere soggettivi e possono mirare a migliorare solo la qualità della vita di alcuni tipi di sclerosi multipla.

Non è stato ancora possibile stabilire con assoluta certezza una relazione tra alimentazione e sclerosi multipla, tuttavia alcune ricerche indicano che in alcuni soggetti l'insorgenza della sclerosi multipla è accompagnata da un eccesso di calorie, grassi saturi, zuccheri e metalli pesanti, unita ad una carenza di alcuni sali minerali come lo iodio e il selenio e una carenza di vitamine come la vitamina D,  tuttavia questi dati vanno considerati a livello generale (con beneficio d'inventario) perchè analoghe ricerche hanno portato a queste considerazioni anche per quanto riguarda altre malattie autoimmuni.

Alimentazione e Sclerosi Multipla quale relazione nel rallentamento della malattia
La sclerosi multipla è una malattia autoimmune diemielizzante, in parole semplici come dice l’ultima parola colpisce la guaina mielinica rendendo difficile la comunicazione tra cervello e midollo spinale, la mielina è una sostanza composta in gran parte dal grasso. La composizione della mielina può essere influenzata dall’alimentazione, tanto che secondo alcuni ricercatori i grassi insaturi (come acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi) formano una parte importante della guaina mielinica e in particolare si è notato che gli acidi grassi essenziali possono essere capaci di modificare la risposta infiammatoria in malattie autoimmuni e potrebbero fornire un contributo a rallentare la progressione della malattia.

Per quello che sono le nostre conoscenze attuali, possiamo dire che esiste una relazione inversa tra l'assunzione di un elevato contenuto calorico e la progressione della sclerosi multipla. Mangiare meno rallenta la progressione della sclerosi multipla, riducendo il danno ossidativo in quanto un eccesso calorico invece aumenta la produzione di radicali liberi e l'infiammazione.

Si è invece altrimenti notato che una dieta ricca di grassi saturi diminuisce la fluidità della guina, porta alla produzione di colesterolo e contribuisce alla formazione di molecole infiammatorie tutti fattori non positivi nella sclerosi multipla .

Il ruolo del latte nella Sclerosi Multipla
L'ipotesi di un legame tra il consumo di latte e la sclerosi multipla è noto da più di quaranta anni sostenuto da diversi studi epidemiologici, anche se non c'è unanime consenso scientifico in merito (anche in questo caso come in altre patologie che abbiamo già visto nel latte è un veleno, abbiamo la strategia della non unanimità), oltre al consiglio di una dieta equilibrata con una limitata assunzione d'alimenti ricchi di grassi saturi come appunto diversi prodotti derivati del latte, si è notato nell’esperienza clinica che alcuni soggetti a cui era stata diagnosticata la sclerosi multipla erano molto sensibili alle proteine del latte, tanto che in alcuni centri per il trattamento della Sclerosi Multipla viene valutato il grado di sensibilità  e di conseguenza l’impatto sulla salute del paziente nel decorso della malattia, in altre parole vengono testate diete prive di latte e derivati del latte per alcune settimane poichè in diversi soggetti si è notato un rallentamento della malattia. 

Cara Francesca purtroppo la malattia può manifestarsi con una vastissima gamma di sintomi neurologici e può progredire fino alla disabilità fisica e cognitiva; il progredire della malattia è soggettivo come la reazione ai farmaci, come anche l'alimentazione, non si può escludere che ci possono essere soggetti più sensibili alle proteine del latte e che queste possono avere un ruolo negativo ma al momento non si può parlare a livello generale.

Studi sulla relazione tra Latte e Sclerosi Multipla
Butcher J. The distribution of multiple sclerosis in relation to the dairy industry and milk consumption. New Zealand Medical Journal. 1976;83(566):427–430.
Butcher PJ. Milk consumption and multiple sclerosis: an etiological hypothesis. Medical Hypotheses. 1986;19(2):169–178.
Malosse D, Perron H, Sasco A, Seigneurin JM. Correlation between milk and dairy product consumption and multiple sclerosis prevalence: a worldwide study. Neuroepidemiology. 1992;11(4-6):304–312.
Emma R. F. Rutter Multiple sclerosis and milk: to drink or not to drink? Dairy Adviser, National Farmers Union, Agriculture House, Stoneleigh Park, Warwickshire CV8 2TZ, UK

sabato 24 agosto 2013

Pubblicità stonate: Ragù Star il ragù come lo faccio io, anche che no grazie

Negli ultimi giorni vedo una pubblicità che mi indispettisce non poco, è quella del Ragù Star, dice "il ragù come lo fai tu, solo un po' più grande".

Premesso che tutte le aziende alimentari dopo il famoso scandalo della carne di cavallo finita per caso o a loro insaputa in più preparazioni con carne dalla lasagne al ragù, hanno bisogno di rifarsi l'immagine e di guadagnare la fiducia dei consumatori, solo che questo spot più che aumentare la fiducia rischia di farla scendere.

Quali ingredienti per un ragù?
Il ragù che facciamo a casa non è paragonabile con le preparazioni industriali, poi posso capire che non si ha tempo quando si và di fretta, che tra una pasta olio/burro e parmigiano ci si può affidare se si è fortunati a un buon sugo pronto, il fatto di dire "come lo fai tu" non mi piace.
Facciamo un esempio ecco gli ingredienti di un ragù star: Acqua, carni (bovina 16%, suina 13,5%), concentrato di pomodoro 15%, carote 6%, cipolle, sedano, olio di semi di girasole 2,7%, amido modificato di mais, sale, estratto di lievito, zucchero, aromi (con lattosio), pepe.

Primo ingrediente è l'acqua, ora io sono ignorante come una capra ma secondo voi quando faccio il ragù io devo mettere la pentola dell'acqua come per lessare le tagliatelle? Fate anche voi cosi? Magari mi sbaglio io e devo metterci l'acqua come per le lessare la pasta e non lo sapevo!
Mi piacerebbe sapere origine degli ingredienti la carne da dove arriva? Il concentrato di pomodoro? Quell'amido modificato di mais, da quale tipo di coltivazione di mais da dove arriva? Mais europeo o mais americano? Coltivazione tradizionale?

Se è come lo faccio io, l'origine degli ingredienti mi piace conoscerla
Quando io faccio il ragù a casa mi vado a scegliere la carne se vado al supermercato posso sapere della carne da quale animale arriva, dove è nato, dove è stato allevato, dov'è stato macellato, perchè non lo devo sapere da un prodotto già pronto che dice "come lo fai tu" .
La stessa cosa con il pomodoro siamo ad Agosto e volete che usi il concentrato? Compro pomodori freschi, ma quale pomodoro? San Marzano, ciliegino, corno di bue, tondo ramato? Potreste dire la varietà e anche da dove arriva, Puglia? Sicilia? Campania? Cina?

No, mi dispiace non è come lo faccio a casa io, non puoi sapere come lo faccio io, piuttosto dì che fai un ragù industriale buono (secondo te) che non ci comunichi l'origine degli ingredienti perchè magari non lo sai o lo sai e non ti va' di dirlo, boh è più onesto e ti possiamo anche credere. Anche io a volte la mattina mi sveglio e mi ritrovo gli ingredienti per il ragù direttamente nella pentola e non so chi me li ha portati, giuro! Non c'è nulla di strano, non capita a nessun altro? A voi la Fata Turchina la notte non porta niente?

Scherzi a parte ma dopo la scandalo della carne di cavallo finita nelle preparazioni industriali, carne su cui vigeva il sospetto di carne da animali dopati non adatta al consumo alimentare, la comunicazione dei prodotti poteva inventarsi qualcosa di più interessante, del "come lo fai tu" è un claim già fortemente inflazionato, vecchio e banale, elude il problema della sicurezza e non lo affronta, forse se mi posso permettere i consumatori vogliono sapere altro, questa comunicazione sembra più rivolta a tentare di confondere che a convincere, peccato un' occasione persa, si poteva fare di meglio.



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martedì 6 agosto 2013

I nuovi gusti trend del gelato 2013: pesca, fico, fior d'arancio, latte di mandorla e...

Come di consuetudine ogni anno eccoci al nostro post dedicato al gelato, il vero street food dell'estate, in tempo di crisi si rinuncia ad entrare in un bar o in un ristorante, ma nessuno rinuncia a un cono di gelato. 

Vediamo aprire tanti punti vendita di gelati un po' ovunque tanto che fare gelati sembra divenuta una delle attività più renumerative, il costo medio va dai 20 ai 25 euro al kg, le coppe o i coni, si fa fatica in alcune città a trovarli a due euro spesso si parte da 2,50 per due gusti. Tutto gelato di qualità?

L'apertura di tante nuove gelaterie artigianali ha fatto venire a galla molte perplessità sull'artigianalità del gelato e la qualità, anche perché i punti vendita vengono forniti di prodotti già pronti preparati altrove o semilavorati a livello industriale che poco si coniuga con la ricerca di un gelato artigianale, spesso si tratta di un gelato industriale o rifinito con ultima lavorazione nel punto vendita, parlare di gelato artigianale è molto discutibile.


Lo dico perché questo ha anche portato a una omologazione del gusto, nonostante le diverse scritte sul gusto ma il sapore rimane identico, sembrano tutti uguali. 
La qualità degli ingredienti non sembra molto interessare, sono fatti con latte in polvere o latte fresco? Lista ingredienti sempre difficile da trovare nei punti vendita, sui gusti per esempio predomina la fantasia,  facciamo un esempio, pistacchio di Bronte, pistacchio di Sicilia, pistacchio Orientale, pistacchio Turco, pistacchio Iraniano ma il maggior produttore di pistacchio sono gli Stati Uniti e casualmente l'Europa è uno dei maggiori importatori, delle preparazioni al pistacchio per gelato, ma non sarà allora tutto pistacchio americano?
Qualcuno ci può certificare che le comunicazioni siano veritiere.

Scusate la mia polemica ma vorrei più trasparenza negli ingredienti dei gelati e anche dei gusti, visto anche il prezzo, non bastano i poster con la scritta lampone dell'azienda Bonga Bunga della provincia di Mondovì, esporti gelato in tutto il mondo e ci si chiede ma quanto sarà grande l'azienda?  Ma come fai a dirti naturale con quel colore fucsia di lampone che di naturale non ha nulla? Produci lampone in tutte le stagioni dell'anno, ti crescono anche sotto la neve, ma che varietà di lamponi sono?

Giusto per fare capire che noi consumatori non siamo tanto oche, scusate la digressione.

Veniamo invece alle tendenze dei gusti, che vede la ri - scoperta dei gusti di frutta a noi più noti e conosciuti, si prendono le distanze dai gusti più esotici e lontani dalla filosofia verde e dal km zero ma anche qualche esempio per prendere spunto per fare un gelato a casa che sarà sempre il migliore di tutti.


1) Pesca
I gusti alla frutta sono tanti e ogni tanto c'è un gusto che va più degli altri, la pesca è il frutto dell'estate per antonomasia, quest'anno sembra catturare l'attenzione più del solito, il gusto pesca, anche nella versione pesca noce, pesca bianca, pesca gialla, pesca vigna (un varietà di pesca) come L'Angelys, molte gli abbinamenti come pesca e gelsomino (Alperel), pesca e foglie di menta, pesca melba (pesca e lampone), i nostri cari amici dell'azienda Albero dei Gelati hanno invece proposta il gusto pesca bio con lambrusco biodinamico (il mio preferito), il meno interessante Grom propone pesca ed amaretti con pezzi di cioccolato, il parigino La Tropicale Glacier propone l'abbinamento di gusto pesca e campari.
Interessanti anche le versioni sorbetto di Baci sotto zero (piazzale Siena 18, Milano )e Il gelato ecologico (via Ravizza 5, Milano) .


2) Fico
Riscoperta dei gusto del fico, perchè rappresenta l'Agosto e il Settembre con il suo gusto molto dolce e marcato, qualche esempio : Le botteghe di Leonardo a Milano, interessante anche la versione di Amorino Mascarpone e fico

3) Latte di mandorla
Si, non tanto il latte di mandorla ma le mandorle messe a macerare nel latte, sicuramente una proposta interessante, in particolar modo se abbinato a un sorbetto ai frutti di bosco come il lampone, tra le proposte più intererssanti: Alperel, Raimo, Berthillon

4) Fior d'arancio
Il gusto dell'arancio rispetto al limone non trova molti estimatori, mentre il sapore più delicato e dolce del fior d'arancio cattura i consumatori più raffinati e in particolare i francesi e i consumatori di gelati medio orientali, viene proposta dalla nuova gelateria italiana a Parigi Mary Gelateria, mentre La tropicale glacier propone fior d'arancio e pistacchio.


5) Mandarino
Incide molto la stagionalità, cosi molti utilizzano il succo surgelato oppure lo si trova solo fino a primavera, segnalo la versione sorbetto de La tropicale glacier ha proposto il mandarino in più declinazioni, mandarino e pepe di Timut, mandarino e zenzero, mandarino e rum.

6) Il sapore dei dolci in gelato: Tarte Tatin, Tarte au citron, Paris Brest, Saint Honorè, Tiramisù
Si moltiplicano i gelato al sapore di un dolce, dalla torta di mele al tiramisù, ha iniziato la celebre pasticceria di Parigi di Pierre Conticini La Patisserie des reves, con gelato Paris Brest, Saint-Honorè poi quelli del Magnum con gelato alla torta di mele e tiramisù, tutte le declinazioni saranno possibile, tutto si fa gelato in qualche modo, sembra essere questo il messaggio.Altri esempi: pane  e nutella, dulche de leche, riso e vaniglia della La Gelateria della Musica.


7) Erbe aromatiche: fiore di timo, rosmarino, verbena
Profumo delle erbe nel gelato, per esempio l'azienda Alperel che seguo da diversi anni propone fiori timo, kiwi fiore di cactus, lampone e basilico, pesca gelsomino, miele e lavanda, oppure anche la verbena di L'Angelys.

8) I più originali da Glaze Glazed: Rehab, Bohemian Raspberry, Skimo e Blue Colette Edition
Ve lo ricordate Glace Glazed il fantasmino gelato? Ne ho parlato lo scorso anno, hanno colpito nel segno anche quest'anno accanto alle novità dello scorso anno (Vaniglia del Madagascar e semi di canapa, Arancia e aceto balsamico, Cioccolato wasabi e zenzero), Rehab (sorbetto all barbabietola, mela, finocchio, rum e zenzero), Bohemian Raspberry (lampone e sommacco), Skimo (absinto, mango e shiso) e Blue colette con latticello e klamath un alga, la novità sia per uso del latticello che dell'alga per il gelato.

9) Glaces Pierre Geronimi: Limone nero dell'Iran, Torrone erotico, sapore dimenticato della Violetta, Fragola extatica
L'universo del mondo dei gelati è composto da tanti artigiani, tutti con una proprio tecnica speciale, uno di questi è Pierre Geronimi che si trova in Corsica nel villaggio di Sagone, chiamato anche il tecnico del Sorbetto, il suo sorbetto più famoso pesca e verbena, se capitate in Corsica non perdetevelo.


10) Gelato Cailler
Una notizia invece di carattere locale, il cantone Ticino è un posto piccolo piccolo, la famosa fabbrica di gelato Cailler ha trasformato le sue tavolette in gelato, con la marca Frisco, della famosa serie che tutto può diventare gelato, il risultato è cosi cosi, ma anche meno meno, ma è unica notizia locale che posso dare!

PS: sono in vacanza e mi devo connettere con la chiavetta che va'  a corrente alternata ricambierò le visite e rispondo alle domande al mio ritorno a casa, faccio quel che posso da qui ma è dura, per caricare una pagina mi ci mette 30 minuti.

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