mercoledì 5 luglio 2017

Olio di cocco un rischio per le malattie cardiovascolari?

In pochi anni grazie all'associazione con l'alimentazione Vegana, con la Paleodieta e la dieta Chetogenica, l'olio di cocco è divenuto sinonimo di salute.

In una recente indagine pubblicata dal New York Times, l'olio di cocco è il secondo alimento più sano considerato degli americani in percentuale del 71%  ( il primo la Granola con 80%).

La scorsa settimana un documento dell' American Heart Association mette in guardia dall'utilizzo dell'olio di cocco, in quanto come tutti i grassi che si adoperano in cucina, sono ricchi d'acidi grassi saturi, come il grasso di manzo, olio di palma e il burro, aumentano il colesterolo LDL, una delle principali cause dell'aterosclerosi e di conseguenza il rischio di malattie cardiovascolari.

Il documento l'American Heart Association si basa sull'analisi di un centinaio di studi della letteratura pubblicati a partire dal 1950 ad oggi.

L'associazione invita per mantenere in buon salute il sistema cardiovascolare  a limitare uso dell'olio di cocco e sostituire i grassi e gli olii con acidi grassi saturi - come l'olio di cocco, il burro, grasso di manzo o di olio di palma - con olii contenenti più acidi grassi polinsaturi.

Nell'ultimo anno più studi avevano avanzato l'ipotesi che l'olio di cocco, accelerava il metabolismo, aiutava a perdere peso, grazie alla presenza dei trigliceridi a catena media.

Proprio recentemente uno studio pubblicato su Circulation, ha smentito questa ipotesi, ricordando che ci sono in vendita più olii di cocco ma che hanno una percentuale di trigliceridi a catena media di solo il 13 -14%, troppo modesta per un effetto dell'olio di cocco sul peso.

Invece più studi hanno dimostrato che la riduzione di grassi saturi nella dieta. la sostituzione con olii con grassi polinsaturi (olio d'oliva, olio di canula/colza, olio di noci, olio di soia), ha diminuito i valori di colesterolo e di conseguenza cosi il rischio d'infarto e ictus.

Il vero problema più che la corretta informazione è che la maggior parte delle persone hanno difficoltà a ridurre il loro consumo d'alimenti con grassi saturi, per gusto, tradizione e familiarità che hanno con questi alimenti, con i quali hanno sviluppato un rapporto emotivo, quelli che in gergo si chiamano anche Comfort Food.

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8 commenti:

  1. Ottimo post! Come sempre. Per me il vero comfort food è una bella zuppa fumante caro Günther 😘

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  2. il nostro extravergine di oliva non ha rivali, altro che olio di cocco, colza, canola & c.

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  3. concordo... anche se, allo stesso tempo, si può molto facilmente abbondare anche con i grassi insaturi.... + da alcuni mesi io ho cambiato radicalmente il mio modo di cucinare, riducendo moltissimo i grassi (modificando le tecniche di cottura e/o sviluppandone di nuove): a parte alcuni piatti che richiedono molti grassi, la maggior parte ne guadagna: sapori più chiari e diretti. Che sia olio, burro, cocco, lardo, ecc... : ne basta poco, al momento giusto... ciao G. stefano

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  4. saturi o insaturi che siano: da quel che vedo e leggo in giro, ne consumiamo troppi: bisogna drasticamente diminuirli, così come lo zucchero (e anche le proteine, sopratutto se animali). stefano

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  5. Olio di cocco? Nahhh, io preferisco di gran lunga un filino di buon olio extra vergine di oliva, altro che olio di cocco

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  6. Bene, non avevo mai pensato di utilizzare l'olio di cocco... fortunatamente per cultura mi trovo in sintonia con l'olio d'oliva... ciao Gunther !!

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  7. Io non sapevo neppure che si usasse per cucinare l'olio di cocco, spero mi perdonerai Gunther ma io ho pensato subito ad un olio abbronzante :D
    Marina

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  8. sarà che sono cresciuta con l'abitudine dell'olio d'oliva del nonno, ma... extravergine tutta la vita. olio di cocco al max come impacco per i capelli :O)

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